Il profumo di Colonia – all’insegna della qualità

Se cerchi un imam, uno sheykh, un mufti che dice cose retrograde, misogene, criptonaziste, etc. lo troverai, perché il mondo è pieno di stronzi – più o meno musulmani. REN […]

Se cerchi un imam, uno sheykh, un mufti che dice cose retrograde, misogene, criptonaziste, etc. lo troverai, perché il mondo è pieno di stronzi – più o meno musulmani.

REN TV, un network privato russo, ha cercato qualcuno del genere a Colonia e l’ha trovato.

Questo povero deficiente, già ampiamente attenzionato, ha detto – in maniera sufficientemente esotica – che le donne tedesche a Capodanno se la sono cercata.

La cosa è stata ripresa da un network anglofono di destra, Breitbart.

La cosa è stata ripresa dal tabloid inglese Daily Mail.

La notizia, dopo questo giro, è atterrata in Italia.

Ha fatto sfracelli: TGcom, Panorama, il Messaggero, Huffington e infine Il Tempo, che dice (rubricando sotto “minaccia islamica”):

C’è un fatto che va oltre le minacce e gli abusi sulle donne di Colonia. Le violenze non sono altro che la conseguenza di un disegno più articolato diretto dai vertici del terrorismo internazionale: “Gli jihadisti sfruttano la disperazione dei profughi arrivati in Europa per i propri fini, diffondere paura”. (fonte)

Tutto questo, ovviamente, in completa assenza di un qualsiasi collegamento fattuale fra questo imam e e il capodanno di Colonia.

Cioè: è tipo come se mi chiedessero di esprimermi sulle abitudini sessuali di Lapo Elkann poichè porto la stessa marca di mutande.

Ecco, siamo messi così.

E il web si popola di bambolotti che puffeggiano sul politically correct senza nemmeno sapere di che cosa cazzo stanno parlando, citando improbabili interviste a scrittori-algerini-esprimentisi-in-francese e malintendendo uno dei pochi articoli decenti sull’islam scritti da un giornalista generico negli ultimi 150 anni.

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p.s. scopro ora, h. 16.15 di sabato 23 gennaio, che Gramellini scrive questo suo “buongiorno“. Forse la cosa l’ha pubblicata prima di questo post che, cmq, mi sembra in qualche forma una risposta alla retorica domanda che Gramella pone. Il problema non è dialogare con questo scemo, cosa del tutto inutile. Il problema è, anche, non dargli voce nel contesto sbagliato, lasciando che di lui si occupi chi di dovere (le guardie).